Come effettuare un prelievo per tamponi di microbiologia senza diventare matti!

I tamponi di microbiologia servono per verificare la presenza di un patogeno.

Ma cosa serve per fare questo tipo di prelievi?

Dipende dalle metodiche utilizzate, che fondamentalmente cambiano da laboratorio a laboratorio.

È possibile che, lavorando in ospedale o in diversi studi, tu ti sia ritrovato ad avere un po’ di confusione sulla tipologia di tampone da utilizzare.

Tranquillo…E’ del tutto normale!!!

In questo articolo ti spiegherò quali sono le tecniche ad oggi più semplici, più veloci e più affidabili.

Ho una buona notizia per te!

I supporti che servono per il prelievo sono soltanto due: un tampone con terreno di coltura ed un tampone a secco.

Prima di entrare nello specifico, voglio darti un suggerimento: non tentare di memorizzare il colore del tappo dei tamponi ed in generale delle provette.

Questo perchè, come dicevamo, ogni laboratorio usa i suoi.

Ad esempio, mentre in ospedale il tampone per il batterioscopico batteri-miceti ha il tappo rosso, può darsi che in uno studio privato, per lo stesso tampone, il tappo sia verde, o viceversa.

Questo può metterti in difficoltà e farti sbagliare.

Se confondi il supporto, infatti, il laboratorio non potrà effettuare l’analisi. Tu dovrai richiamare la paziente ed effettuare nuovamente il prelievo (cosa non tanto piacevole, soprattutto quando la paziente ha una forte sintomatologia e tu necessiti del referto il prima possibile).

Analizziamo ora i due tamponi nello specifico.

Partiamo dal primo tampone, quello che serve per la microbiologia classica.

È un tampone che contiene un terreno di coltura.

Normalmente questo è contenuto in una confezione che, una volta aperta, ti permette di prelevare il tampone (ovviamente sterile) ed il suo contenitore con all’interno un gel trasparente.

Questo gel permette di mantenere vivi i patogeni fino all’arrivo in laboratorio.

Un tampone di questo tipo serve per la microbiologia classica, ovvero per analizzare il classico batterioscopico batteri-miceti (Gram-positivi e Gram-negativi), o per lo Streptococco della gravida.

La seconda tipologia di tampone è quello a secco, uguale al precedente ma privo di terreno di trasporto al suo interno.

La tecnica utilizzata per questo tampone è la cosiddetta tecnica in biologia molecolare, che permette di analizzare il DNA dei patogeni.

Di norma viene utilizzata per alcuni patogeni, famosi per essere un po’ “stronzetti”, come Chlamydia, Mycoplasma, Trichomonas, Neisseria Gonorrhoeae e Ureaplasma.

Questi patogeni, come ben sai, a volte rimangono silenti…

Effettuando un prelievo in microbiologia classica c’è il rischio di ottenere un falso negativo: il patogeno c’è ma non viene rilevato dalla metodica. Con la tecnica di biologia molecolare invece, anche se il patogeno è dormiente , lo si rileva lo stesso.

UTILIZZARE UNA METODICA IN BIOLOGIA MOLECOLARE PUO’ DAVVERO FARE LA DIFFERENZA, SOPRATTUTTO QUANDO SI PARLA DI PAZIENTI CON PROBLEMI LEGATI ALL’INFERTILITÀ.

Tant’ è vero che le ultime linee guida relative alla ricerca della Clamydia suggeriscono assolutamente un’analisi in biologia molecolare e non più in microbiologia classica.

Un altro vantaggio della biologia molecolare è che con un solo tampone puoi effettuare la ricerca di più patogeni.

Un solo prelievo ed un solo tampone da dover gestire, fine!!!

E non più 50.000 brodi di coltura come si faceva un tempo… uno per l’Ureaplasma, uno per il Mycoplasma, uno da mettere in frigorifero prima dell’utilizzo e uno dopo…che solo il pensiero ti passa la voglia di fare i tamponi in studio e mandi la paziente dritta in Ospedale e buona notte.

I tamponi, che siano fatti in microbiologia classica o in biologia molecolare, possono essere effettuati su sedi diverse.

Se per esempio effettui un tampone vagino-rettale per la gravida, puoi effettuarlo con un unico prelievo ed avere un unico referto che ti fornirà un risultato sia per il tampone vaginale sia per quello rettale.

Tuttavia, quando hai bisogno di due referti separati (normalmente funziona così), perché ad esempio vuoi verificare se effettivamente il patogeno sia in sede cervicale o in sede vaginale, semplicemente dovrai utilizzare due tamponi differenti, il primo su una sede di prelievo e il secondo sull’altra.

In questo caso, con due accettazioni diverse avrai due referti separati.

Come puoi immaginare, per quanto riguarda la conservazione, i tamponi vanno contenuti in frigoriferi tra i 4° e gli 8°C.

Mi raccomando: cerca di non effettuare i tamponi il venerdì.

È importante che i tamponi arrivino il prima possibile in laboratorio.

Riassumendo, le migliori tecniche ad oggi sono semplicemente due: batterioscopico batteri-miceti in terreno di coltura, come per lo streptococco per la gravida, e patogeni più particolari come la Clamydia in tampone a secco su biologia molecolare.

Massima efficacia e minimo sforzo!

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