Ritardi di refertazione: come ridurli?

Una delle maggiori rotture di scatole da gestire in studio è sicuramente il RITARDO NEI REFERTI.

Si sa… tu hai detto alla paziente che il referto sarà pronto lunedì 10 e lei già venerdì 7 ti chiama per sapere se per caso è già disponibile.

Puoi solo immaginare cosa succederà quando lunedì 10 il referto non sarà ancora pronto.

Scatterà il panico!

Da quel momento verrai perseguitato dalla paziente finché non avrai in mano il referto e lei passerà 2 o 3 giorni in totale confusione.

La prima cosa da fare è avere sempre un consulente del laboratorio a tua disposizione, anche fuori dal classico orario lavorativo.

Questo ti permette di accelerare i tempi e di risolvere la questione il prima possibile.

Vediamo però quali sono le 3 maggiori cause di ritardo nella refertazione e come risolverle.

  • ACCETTAZIONE SBAGLIATA/INCOMPLETA DELLA SCHEDA ANAMNESTICA

La cosa migliore che puoi fare è affidarti ad un laboratorio che ti permetta di effettuare l’accettazione on-line dei campioni tramite un programma apposito.

È statisticamente accertato che il passaggio dalla scheda anamnestica cartacea all’accettazione on-line permette una riduzione del 90% degli errori in fase di accettazione;

  • NECESSITÀ DI DOVER RIPETERE IL CAMPIONE PRIMA DI EMETTERE IL REFERTO

Quando il laboratorio ti dà come tempistica di refertazione per un Pap test 10 giorni lavorativi, con quella tempistica intende sempre l’emissione del referto per l’80% dei campioni.

Ciò significa che il 20% dei campioni può richiedere un’analisi successiva e quindi può richiedere più tempo.

Questa in realtà è una cosa molto positiva.

Infatti, ci possono essere casi in cui il test, come per esempio il Pap test, risulta negativo ma tu nella scheda anamnestica hai segnalato un sospetto di qualcosa che hai notato clinicamente. Bene, in questi casi se c’è la possibilità, il campione deve essere ripetuto. E questo può allungare ovviamente i tempi di consegna del referto.

Se hai effettuato un Pap test in fase liquida, per esempio, tale analisi permette al citologo di aliquotare nuove parti del campione e di allestire così nuovi nuovi vetrini.

La ripetizione del campione in alcuni casi ci permette di non emettere un falso negativo.

Per questa problematica comunque c’è poco da fare…

Il consiglio che posso darti (ma immagino che tu lo faccia già) è quello di dire alla tua paziente che il suo referto sarà pronto dopo 12 giorni lavorativi, anziché 10. Poi se il referto sarà nei tempi la paziente sarà solo che contenta di riceverlo prima del tempo.

  • RITARDI DEL LABORATORIO: questa è una situazione che può capitare, ma se diventa abbastanza frequente può essere un problema, sia per te che per le tue pazienti

In questo caso c’è sempre il rischio che tu possa fare brutta figura a causa di ritardi che ovviamente non dipendono da te.

E qui non c’è molto da fare…l’unica soluzione che hai è quella di cambiare laboratorio.

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